


La memoria è la funzione cognitiva che consente di immagazzinare, mantenere e recuperare le informazioni apprese durante le esperienze. “Non una memoria ma più memorie” (Baddley, 1984).
La memoria a lungo termine contiene la rappresentazione del sapere. Si può immaginare come un magazzino di capacità illimitata. Alcune informazioni in essa contenute sono sempre disponibili (ad esempio automatismi come andare in bicicletta) altre possono essere di più difficile accesso (ad esempio ricordi biografici, lezioni studiate).
La memoria a breve termine permette di ricordare le novità ma è limitata nel tempo (30 secondi) e nelle dimensioni: gli adulti possono ricordare circa 7 stimoli (parole, cifre, nomi…) contemporaneamente.
La memoria di lavoro consente non solo di mantenere delle informazioni per un breve periodo di tempo, ma anche di modificale. È fondamentale per tutti gli apprendimenti, scolastici e non.
Durante lettura la memoria di lavoro consente di ricordare le parole di un brano man mano che vengono lette, senza doverle rileggere più volte, sostenendo così la velocità di lettura e la comprensione del testo.
Nella scrittura la memoria di lavoro è fondamentale per la correttezza ortografica, la composizione del testo, la copiatura dalla lavagna e il dettato.
In matematica supporta le tabelline, il calcolo mentale e scritto (consente di attuare le procedure, i prestiti e i riporti).
In generale la memoria di lavoro applicata alla scuola permette di leggere e capire le consegne, di ricordarle durante lo svolgimento del compito, di monitorarne l’andamento ed autocorreggersi.
Biologicamente la memoria è formata dalle connessioni tra i neuroni.
Ogni volta che si incontra un’informazione nuova o svolgiamo una nuova attività, nel nostro cervello si crea un collegamento tra neuroni.
Se si entra in contatto con una novità solo una volta, il collegamento neuronale dopo qualche minuto viene perso e la si dimentica (memoria a breve termine). Se invece si ripete un’azione (es. ripetiamo un movimento, ripetiamo un nome ad alta voce o nella nostra mente…), la connessione tra i neuroni diventa sempre più forte e si stabilizza: è stata creata una traccia nella memoria a lungo termine.
Quanto più frequentemente si utilizza un’informazione, tanto più è facile accedere alla sua traccia. Se, invece, l’informazione serve raramente, è più difficile raggiungerla perché la connessione è più debole (es. se si ripete una poesia tutti i giorni è facile ricordarla, se invece dopo un paio di ripetizioni la si recita solo una volta l’anno sarà molto più difficoltoso).
Le connessioni si stabilizzando durante il sonno. Mentre si dorme il cervello consolida le connessioni che sono state rinforzate durante la giornata, e cancella quelle inutili. Per questo, al fine di non vanificare gli sforzi attuati durante una giornata di studio, è fondamentale riposare bene.