
In tutte le life skills sono presenti componenti cognitive, sociali ed emotive che si influenzano a vicenda.
Alcune sfide della crescita, però, riguardano maggiormente aspetti cognitivi (saper decidere e risolvere problemi), altre influenzano le dinamiche sociali (saper comunicare e relazionarsi), infine è importante riconoscere e gestire le proprie emozioni.
- Empatia: è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”, comprendere le sue esigenze e sentimenti, è una forma di condivisione emotiva mediata da aspetti cognitivi. L’empatia ha diversi livelli di complessità:
- Il contagio emotivo: è la forma più primitiva, che infatti ritroviamo nei neonati.
Può avvenire anche più avanti con l’età quando non si attua una separazione tra sé e l’altro e si condivide in modo passivo l’emozione di un’altra persona.
Ad esempio, in adolescenza, può avvenire durante l’innamoramento o in alcune relazioni amicali.
L’empatia egocentrica: è l’opposto del contagio emotivo. In questo caso si ignorano i sentimenti dell’altro e gli si attribuiscono le emozioni che avremmo sperimentato noi stessi in quella situazione.
- L’empatia per condivisione partecipatoria: inizia in questa fase la capacità di assumere la prospettiva dell’altro. In situazioni simili a quelle che abbiamo vissuto, siamo in grado di immaginare che le altre persone possono sentire emozioni ed avere reazioni molto diverse dalle nostre.
- L’empatia per condivisione emotiva: consente di rappresentarsi il vissuto dell’altro in base alla sua specifica storia e identità. Anche in situazioni che non abbiamo vissuto direttamente (matrimonio, laurea, malattia, incidenti…) possiamo immaginare cosa l’altro possa provare, e le sue emozioni possono non coincidere con le nostre.E’ importante, a partire dall’adolescenza, distinguere in quali situazioni è bene condividere le emozioni degli altri, e quando è meglio distaccarsi per non provare sofferenza inutile e troppo difficile da affrontare.
- Gestione delle emozioni: l’emozione è una risposta dell’individuo a uno stimolo ambientale. Gestire le emozioni implica riconoscerle, individuare la causa scatenante e le manifestazioni cognitive e fisiche.
Si può gestire un’emozione in diversi modi: controllarne la risposta comportamentale (invece di prendere a calci un oggetto per la rabbia, si possono stringere i pugni), posticipare il momento della manifestazione (si può piangere per la tristezza quando si è in un luogo sicuro), passare dall’espressione fisica a quella simbolica e verbale.
L’incapacità di regolare i propri sentimenti in modo adattivo può portare al tentativo di gestirli con la messa in atto di comportamenti a rischio (comportamenti aggressivi, abuso di sostanze…).
- Gestione dello stress: lo stress è una condizione che si vive quando si è esposti per lungo tempo a sfide cha vanno oltre le proprie forze, è un prolungato stato di tensione che provoca malessere fisico e psicologico.
In adolescenza possono essere tante le situazioni stressanti: periodi complicati a scuola, nuove situazioni sociali, cambiamenti famigliari… Se non è possibile evitare la causa dello stress si può cercare di affrontare la situazione.
Ad esempio si può agire sulla fonte del problema, ma se non è possibile si può cercare di gestire le emozioni.
Anche in questo caso, se lo stress non è gestito con modalità adeguate, si può incorrere in comportamenti a rischio (bere alcolici, isolarsi…) che risolvono la situazione nell’immediato, ma hanno ricadute negative nel lungo termine.
Infine, anche se non ufficialmente individuata dall’OMS, un’undicesima competenza va nominata: la capacità di riconoscere e rispettare le regole nei diversi contesti.
La famiglia è il primo e più importante ambiente in cui si sperimentano le regole, secondariamente anche la scuola ha un ruolo rilevante.
Durante l’adolescenza possono instaurarsi condotte di ribellione nei confronti di regole fino a quel momento passivamente accettate: è fondamentale che gli adulti di riferimento trasmettano il messaggio che le regole sono modificabili, ma è obbligatorio rispettarle per non danneggiare gli altri. Se il ragazzo riesce a percepire le regole come strumento di interazione e non come modalità di controllo imposta da un’autorità, allora viene meno il comportamento di sfida.
Se ti sei perso/a i precedenti approfondimenti sulle life skills:
Le life skills con gli altri: pensare, comunicare, relazionarsi e conoscersi
Benessere in adolescenza: le life skills