
Durante il percorso scolastico, e spesso anche successivamente, ci è richiesto di studiare, ma ci siamo mai soffermati su cosa significa?
Studiare è un tipo di apprendimento in cui è richiesto di leggere il testo, al fine di comprenderlo e memorizzarlo.
Lo studio è un atto:
– intenzionale, poiché richiede attenzione, concentrazione e definizione di obiettivi;
– autoregolatorio, in quanto necessita di saper gestire la mole di lavoro nei tempi indicati.
Avere un metodo di studio significa possedere e attuare un insieme di strategie per comprendere e memorizzare un testo.
Ecco 5 consigli per migliorarlo:
- Lo studio inizia a scuola, non a casa. Stare attenti e prendere appunti durante le lezioni riduce il tempo da dedicare ai libri in orario extrascolastico.
- Distribuire il lavoro: tra le strategie più efficaci riconosciute dalla ricerca (Dunlosky), vi è la pratica distributiva, cioè pianificare e dividere il lavoro nei giorni precedenti alle verifiche. Questo per diversi motivi:
– meno è il tempo passato dalla spiegazione in classe al momento dello studio a casa, più sono i concetti che si ricordano;
– l’apprendimento avviene grazie alla ripetizione, e la memoria si consolida di notte, formando connessioni neuronali stabili (approfondimento qui). È quindi molto più efficace studiare 4 giorni per un’ora al giorno, rispetto a studiare 4 ore in un solo pomeriggio;
– l’attenzione e la concentrazione subiscono dei cali fisiologici, questo può rendere molto faticoso, ma poco produttivo, un pomeriggio interamente dedicato allo studio. Qualora non sia possibile evitarlo è bene concedersi delle pause di qualche minuto quando si sente che la concentrazione sta calando, il che solitamente avviene dopo circa un’ora.
- Studiare in un luogo adeguato, privo di distrazioni. Concentrarsi per lungo tempo in una stanza dove possono entrare altre persone, come la cucina, o in luoghi rumorosi, come il parco, può essere molto difficile. Meglio scegliere un posto come una camera in cui si è soli, o una biblioteca. Inoltre si consiglia di silenziare il telefono e relegarne l’uso durante pause, ricorrendo ad un timer ove si tenda a prolungarne l’utilizzo.
- Essere flessibili: non esiste una strategia univoca da applicare in tutti i contesti, ma possono variare in base alla materia (italiano, storia, inglese, scienze, matematica…) o al tipo di prova (orale, scritta con domande aperte…). Alcune strategie, per esempio, possono essere sottolineare, creare mappe con parole-chiave, utilizzare immagini, fare dei test preparatori…
- Conoscere le proprie abilità e risorse, per sfruttarle al meglio, ma allo stesso tempo potenziare i punti deboli. Non esiste un metodo di studio che vada bene per tutti, infatti ci sono diversi stili di elaborazione delle informazioni: globale o analitico, impulsivo o riflessivo, verbale o visuale… Sulla base del proprio stile si possono modulare le strategie. Ad esempio, uno stile visuale trarrà vantaggio da mappe e immagini, mentre uno verbale dalle parole scritte; lo stile impulsivo potrebbe avere controindicazioni se si tende a rispondere senza pensarci due volte, ma essere troppo riflessivi può essere limitante nelle prove a tempo. È bene conoscersi per studiare in maniera efficace.
In alcune circostanze, attuare un metodo di studio può sembrare una perdita di tempo, ed in effetti richiede molti passaggi. Ad esempio leggere i titoli dei paragrafi, leggere tutto il testo, sottolineare le cose importanti, creare delle mappe… ma con l’allenamento sarà sempre più facile e scorrevole, e sul lungo periodo i risultati saranno evidenti.
Ti sembra di studiare tante ore ma i risultati sperati non arrivano? Vuoi conoscere il tuo stile cognitivo e sfruttare al massimo le tue risorse? Hai perso la motivazione e pensi che quello che stai facendo sia inutile?
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